Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto

venerdì 31 luglio 2009

Sogni...


e bi-sogni...


[dipinto di Ele D'Artagnan]

mercoledì 29 luglio 2009

Per non rammaricarsi d'esser nati...[Inedito]



28 Settembre 1916

Dolina dei pidocchi(dal fronte)

Per non rammaricarsi d'esser nati
Questa carne molestata
ha pure
quando meno aspetta
i fremiti dell'alba
E mi brilla dolce la vita
come un prato
al rinvenuto bacio
della rugiada


Ungaretti

sabato 25 luglio 2009

"Ascolta, nel fondo dell'ombra/una visione ti viene incontro/un giorno senza tramonto le voci/si faranno presenze..."




Mon enfant, ma soeur, [Mia bambina, sorella mia,]

Songe à la douceur [pensa alla dolcezza]

D’aller là-bas vivre ensemble! [d'andare a vivere laggiù insieme!]

Aimer à loisir, [Amare appagati,]

Aimer et mourir [amare e morire]

Au pays qui te ressemble! [nel paese che ti somiglia!]

Les soleils mouillés [I soli umidi]

De ces ciels brouillés [di quei cieli torbidi]

Pour mon esprit ont les charmes [hanno per il mio spirito gli incanti]

Si mystérieux [così misteriosi]

De tes traîtres yeux, [dei tuoi ingannevoli occhi]

Brillant à travers leurs larmes. [che brillano attraverso le lacrime.]

Là, tout n’est qu’ordre et beauté, [Laggiù, tutto non è che ordine e bellezza,]

Luxe, calme et volupté. [lusso, calma e voluttà.]

Des meubles luisants [Lucidi mobili,]

Polis par les ans, [levigati dagli anni,]

Décoreraient notre chambre; [ornerebbero la nostra stanza;]

Les plus rares fleurs [i fiori più rari,]

Mêlant leurs odeurs [confonderebbero i loro odori]

Aux vagues senteurs de l’ambre, [ai vaghi sentori dell'ambra,]

Les riches plafonds, [i ricchi soffitti,]

Les miroirs profonds, [gli specchi profondi,]

La splendeur orientale, [lo splendore orientale,]

Tout y parlerait [tutto parlerebbe]

À l’âme en secret [nel segreto dell'anima]

Sa douce langue natale. [nella sua dolce lingua natia.]

Là, tout n’est qu’ordre et beauté, [Laggiù, tutto non è che ordine e bellezza,]

Luxe, calme et volupté. [lusso, calma e voluttà.]
Vois sur ces canaux [Guarda su quei canali]
Dormir ces vaisseaux [dormire quei vascelli]

Dont l’humeur est vagabonde; [dall'indole vagabonda:]

C’est pour assouvir [è per appagare]

Ton moindre désir [ogni tuo desiderio]

Qu’ils viennent du bout du monde. [che vengono dai confini del mondo.]

Les soleils couchants [I soli al tramonto]

Revêtent les champs, [vestono i campi,]

Les canaux, la ville entière, [i canali, la città intera,]

D’hyacinthe et d’or; [di giacinto e d'oro;]

Le monde s’endort [il mondo s'addormenta]

Dans une chaude lumière [in una calda luce.]

Là, tout n’est qu’ordre et beauté, [Laggiù, tutto non è che ordine e bellezza,]

Luxe, calme et volupté. [lusso, calma e voluttà.]




Sai dire addio ai giorni felici?




Ti invito al viaggio in quel paese che ti somiglia tanto.

I soli languidi dei suoi cieli annebbiati hanno per il mio spirito l'incanto dei tuoi occhi quando brillano offuscati.

Laggiù tutto é ordine e bellezza, calma e voluttà.

Il mondo s'addormenta in una calda luce di giacinto e d'oro.

Dormono pigramente i vascelli vagabondi arrivati da ogni confine per soddisfare i tuoi desideri. Le matin j'écoutais les sons du jardin la langage des parfums des fleurs.



-Baudelaire"l'invitation au voyage";Battiato"Invito al viaggio";Matisse"luxe,calme et voluptè"-

giovedì 23 luglio 2009

Welcome footsteps

mercoledì 15 luglio 2009

Un addio



« Sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che chiunque avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so. Vedi non riesco neanche a scrivere questo come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se chiunque avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi. V. »


[Il 28 Aprile del 1941 Virginia Woolf riempendosi le tasche di sassi si lasciò annegare nel fiume Ouse, dopo aver lasciato questo scritto al marito]

lunedì 13 luglio 2009

Tu, quanto tempo hai?


Ci sono foglie che si aggrappano ai rami perchè non vogliono cadere mai,

ci sono stelle che si aggrappano al cielo perchè si accorgono di finire, sai,

ci sono ubriachi che stringono il bicchiere perchè è sempre l'ultimo che fa paura,

ci sono uccelli che sentono lo sparo e contano quanto gli resta ancora.

Ed è soltanto una questione di tempo: quello che serve a salvare un uomo,

il cielo quando è in attesa di un lampo,

una chitarra che aspetta un suono,

una ragazza col cuore in gola perchè il suo amore non può finire,

il tempo prima della parola che non avresti mai voluto dire.

E tu, quanto tempo hai?

tu, quanto amore hai?

io, non ti perdo mai ti aspetto al fondo di questa strada, sai;

tu, quanto tempo hai, quanto tempo hai, quanto amore hai?

Ci sono ragazzi che chiudono gli occhi e si distruggono in un altro tempo,

ma d'altra parte ci sono vecchi che darebbero tutto per un momento,

ci sono lettere che non arrivano,

baci che restano immaginari,

ci sono treni che si stanno chiedendo quando finiscono i binari.

E ci sono poeti che chiedono a Dio un altro giorno per dire qualcosa e giardinieri sdraiati di notte col naso sul gambo di una rosa,

ci sono bambini che aspettano quando verranno per spegnergli la luce,

e uomini che hanno sfidato il tempo perchè qualcuno fosse felice.


E tu, quanto tempo hai? tu, quanto amore hai? basta solo sapere questo, sai; conta solo questo, sai.

martedì 30 giugno 2009

Robert Doisneau

« Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. »
[Les frères, 1934]
[Le Remorqueur du Champ de Mars]


[Musician in the rain]


[Le baiser de l' Hotel de Ville, 1950]

lunedì 29 giugno 2009

L'artista è il creatore di cose belle


"È il più bel ritratto dell'epoca moderna. Signor Gray, venga e si guardi."Il giovane ebbe un sussulto, come se si fosse destato da un sogno. "È davvero finito?" mormorò scendendo dalla piattaforma."Completamente finito," ripeté il pittore. "E oggi hai posato magnificamente. Te ne sono davvero riconoscente.""È tutto merito mio," intervenne Lord Henry. "Non è vero signor Gray?"Dorian non rispose, ma passò con aria svogliata davanti al quadro e si voltò per osservarlo. Quando lo vide arretrò leggermente e per un attimo arrossì di piacere. Gli occhi gli si illuminarono di gioia, come se per la prima volta si fosse riconosciuto. Rimase immobile, stupito. Sentiva debolmente che Hallward gli diceva qualcosa, ma non capiva il significato delle parole. Il senso della sua bellezza lo colpì come una rivelazione. Non se ne era mai reso conto, prima. I complimenti di Basil Hallward gli erano sembrati solo le piacevoli esagerazioni di un amico; li aveva ascoltati, ne aveva riso, li aveva dimenticati. Non avevano avuto nessuna influenza sul suo carattere. Poi era venuto Lord Henry Wotton con quel suo strano panegirico sulla giovinezza e il terribile avvertimento della sua brevità. Sul momento la cosa lo aveva colpito e ora, mentre contemplava l'ombra della propria bellezza, la piena realtà di quella descrizione lo attraversò come un lampo. Sì, un giorno il suo volto sarebbe divenuto rugoso e avvizzito, gli occhi deboli e scoloriti, la grazia della sua figura rotta e deforme. Le labbra avrebbero perduto il colore scarlatto, l'oro sarebbe scomparso dai capelli. La vita, che avrebbe formato la sua anima, avrebbe distrutto il suo corpo. Sarebbe diventato orribile, ripugnante, goffo.Mentre pensava a queste cose, un'acuta fitta di dolore lo attraversò come una coltellata, facendo rabbrividire ogni nervo della sua delicata natura. Gli occhi assunsero un color ametista e li velò una nebbia di lacrime. Gli sembrò che una mano di ghiaccio gli avesse stretto il cuore."Non ti piace?" esclamò finalmente Basil Hallward un poco colpito dal silenzio del giovane e non comprendendone il motivo."Certo che gli piace," disse Lord Henry. "A chi non piacerebbe? È una delle migliori opere dell'arte moderna. Ti darò tutto quello che vorrai chiedermi. Devo averlo.""Non è mio, Harry.""E di chi é?""Di Dorian, naturalmente," rispose il pittore."È davvero un individuo fortunato.""Che cosa triste!" mormorò Dorian Gray, sempre tenendo gli occhi fissi sul ritratto. "Che cosa triste! Io diventerò vecchio, orribile, disgustoso, ma questo quadro resterà sempre giovane. Non sarà mai più vecchio di quanto è oggi, in questa giornata di giugno... Se solo potesse essere il contrario! Se potessi io rimanere sempre giovane e invecchiasse il quadro, invece! Per questo... per questo darei qualunque cosa! Sì, non c'è nulla al mondo che non darei! Darei l'anima!"
Avrebbe ucciso la mostruosa vita della sua anima e, senza i suoi infami avvertimenti, si sarebbe sentito in pace. Afferrò il coltello e colpì la tela.
Colpì se stesso.
[from "The picture of Dorian Gray"]